CAMBIAMENTI CLIMATICI GLOBALI E VARIAZIONI DEL LIVELLO MARINO

Negli ultimi milioni di anni e in particolare nella parte di Era Quaternaria chiamata Pleistocene (compresa tra 1.7 milioni di anni a 10.000 anni fa) tutto il globo terrestre è stato interessato da variazioni climatiche che hanno profondamente segnato i contorni dei continenti.

Durante le fasi più fredde avveniva un'espansione dei ghiacciai, nei periodi meno freddi i ghiacci si ritiravano e si formavano ampie pianure solcate da abbondanti corsi d'acqua.

In Europa sono state individuate quattro fasi glaciali denominate, dalla più antica, Donau, Gunz, Mindel, Riss e Wurm. Le fasi interglaciali sono denominate Riss-Wurm, Mindel-Riss, ecc. Col termine interglaciale si intende un'epoca caratterizzata da una temperatura vicina a quella attuale o più alta, senza escludere l'esistenza di ghiacciai montani.

Alle fasi glaciali corrisponde la formazione di enormi masse di acqua allo stato solido, immagazzinate sulla terra emersa e sottratte, quindi, agli oceani. Ogni periodo di raffreddamento del clima di entità tale da causare una fase di accrescimento delle masse glaciali ha come conseguenza un abbassamento del livello marino e un avanzamento delle terre emerse (regressione marina).

Al contrario, nelle fasi interglaciali grandi quantità d'acqua derivanti dallo scioglimento delle masse di ghiaccio tornano al mare e il livello di costa si sposta all'interno dei continenti (trasgressione marina). Si è calcolato che se gli attuali ghiacciai antartico e groenlandese si sciogliessero contemporaneamente, si riverserebbe negli oceani una massa d'acqua tale da innalzarne il livello di circa 70 m.

La distinzione fra periodi glaciali e periodi interglaciali non è netta in quanto sia l'espansione che il ritiro dei ghiacci sono processi graduali e prolungati nel tempo e possono non essere contemporanei in differenti regioni.

Le oscillazioni del livello degli oceani nel Pleistocene sono state stimate nell'ordine di un centinaio di metri e vengono chiamate oscillazioni eustatiche.

Nell'ultima glaciazione, i ghiacciai raggiunsero un'estensione massima, intorno ai 20.000 anni fa, di 40 milioni di km2, contro i 15 milioni del periodo attuale. Nel nostro emisfero i ghiacciai si spinsero a Sud fino alla latitudine di 52° N in Europa (cioé fino a tutto il Nord Italia) e fino a 39° N in Nord America (fino a dove ora si trova New York). Condizioni climatiche vicine a quelle attuali si instaurano all'inizio dell'Olocene (da circa 10.000 anni), ma i livelli marini hanno raggiunto la posizione attuale all'incirca tra 6.000 e 5.000 anni fa.

Le ripercussioni delle oscillazioni eustatiche marine sui bordi dei continenti sono particolarmente rilevanti nei punti in cui vi sono corsi d'acqua. Un corso d'acqua ha un livello di base che coincide con la foce e, in genere, è rappresentato dal livello medio degli oceani. Un fiume tende ad erodere materiale a monte e a sedimentarlo a valle ma, tra la sorgente e il livello di base deve esistere sempre una pendenza che permetta lo scorrimento dell'acqua.

Se si abbassa il livello del mare in cui sfocia un corso d'acqua, questo sposta in avanti la foce. Se la fascia costiera su cui si imposta il nuovo tratto di fiume è in pendenza, il fiume cerca di raggiungere il nuovo livello di base erodendo il terreno su cui scorre e propagando la fase di incisione verso monte. Se il livello marino si innalza, la foce viene spostata all'indietro e insieme si sposta il punto in cui inizia la sedimentazione del materiale solido trasportato dal fiume.