LE ROCCE SEDIMENTARIE
Le rocce sedimentarie derivano da materiale sciolto, asportato da rocce preesistenti e accumulato sulla superficie terrestre, sia sui continenti che nel fondo dei mari.

Tutte le rocce sono soggette a degradazione e a erosione. Questi processi sono in gran parte legati agli agenti atmosferici e, col tempo, le rocce vengono rotte in pezzi di varie dimensioni. Il materiale sciolto viene portato lontano dalla roccia madre attraverso l'azione delle acque dilavanti, dai fiumi e da altri corsi d'acqua, dal vento e dai ghiacciai. Quando non sono più capaci di trasportare oltre il loro carico di materiale, gli agenti di trasporto diventano l'ambiente di deposizione dei sedimenti. 

L'acqua è il più importante agente di trasporto e di deposizione. Gran parte del materiale eroso dalla superficie terrestre raggiunge il mare, dove viene ulteriormente trasportato dal moto ondoso, dalle maree e dalle correnti.

Il detrito sedimentario prodotto da degradazione ed erosione, è composto da frammenti di roccia, granuli di minerali e particelle argillose. Durante il trasporto, soprattutto quando avviene in acque correnti, le varie componenti del detrito tendono ad essere separate in frazioni di diversa granulometria. Ciascuna frazione si deposita non appena viene a mancare l'energia per un suo trasporto ulteriore.

La deposizione dei sedimenti avviene in un gran numero di ambienti differenti, il che rende possibile la distinzione delle rocce sedimentarie in base alla loro facies (dal latino: forma, aspetto).
Frammenti di roccia e granuli di minerali di dimensioni superiori a 2 mm si depositano per primi e vanno a formare conglomerati e brecce. I conglomerati sono formati da ciottoli ben arrotondati (2-8 mm), e da blocchi (sopra gli 8 mm), mentre le brecce sono formate da frammenti angolosi.

Tutto il materiale con dimensioni più piccole di 2 mm e più grandi di 1/16 di mm, è conosciuto come sabbia, qualsiasi sia la sua composizione mineralogica. Molte sabbie sono composte da granuli di quarzo, minerale particolarmente resistente all'alterazione chimica che separa i minerali di una roccia. I granuli di quarzo e ogni altro granulo compreso in questo intervallo granulometrico (2-1/16 mm) si depositano a formare le arenarie.

Le particelle di limo, con diametro variabile da 1/16 a 1/256 di mm, formano le siltiti. Tutti questi sedimenti, conosciuti anche come sedimenti detritici, formano le rocce clastiche. I minerali delle argille si formano per alterazione chimica  e sono particelle piccolissime, meno di 1/256 mm, che si depositano per formare le argilliti e le marne.

L'alterazione chimica produce anche materiale che resta in soluzione nell'acqua e che può in seguito precipitare in forma solida. Se questo avviene per intensa evaporazione di un bacino, si formano depositi salini che danno origine alle evaporiti. Il materiale in soluzione nell'acqua viene utilizzato dagli organismi viventi per costruire le loro conghiglie o scheletri che possono accumularsi come materiale sedimentario dopo la loro morte. Le rocce formatesi in questo modo includono i calcari e le dolomie, composte rispettivamente da calcite (carbonato di calcio) e dolomite (carbonato di calcio e magnesio), insieme alle selci, formate da quarzo criptocristallino. I processi chimici e l'attività organica sono comunemente coinvolti nella formazione di rocce di questo tipo.

La geologia non fa distinzione fra la natura sciolta e incoerente del materiale sedimentario al momento della sua deposizione e quella invece caratterizzata da durezza e solidità delle rocce sedimentarie che verranno a formarsi alla fine. I processi che convertono il materiale sciolto in una roccia sono processi di consolidamento e fanno sì che il sedimento subisca la litificazione.

Questo fenomeno avviene in parte come risposta alla compattazione, con la quale le particelle vengono più strettamente impaccate le une alle altre sotto il peso delle rocce sovrastanti. Il volume viene notevolmente ridotto per espulsione di tutta l'acqua interstiziale che occupa gli spazi tra le particelle di sedimento.

Allo stesso tempo i granuli possono essere ulteriormente consolidati fra loro dalla deposizione negli interstizi di sostanze minerali, processo denominato cementazione. Fenomeni di soluzione e ricristallizzazione possono provocare una più forte adesione delle particelle fra loro. Tutti i processi che agiscono su un sedimento depositato e portano alla formazione di una roccia compatta sono noti con il termine di diagenesi.