LE ROCCE INTRUSIVE
Il magma di un'intrusione si raffredda in profondità, in maniera graduale e senza liberare all'esterno i gas magmatici. Quando la temperatura della massa fluida scende sotto il punto di solidificazione, inizia la nucleazione e la crescita dei cristalli dei singoli minerali silicatici presenti nel magma. Il risultato finale è la formazione di una roccia cristallina, nella quale ogni granulo è un cristallo.

La struttura finale della roccia dipende in gran parte dalla velocità di raffreddamento del magma: se la perdita di calore avviene molto lentamente, la nucleazione è limitata, cioé si formano pochi "germi" cristallini che si accrescono formando cristalli relativamente grandi e una roccia a grana grossa.

Se il raffreddamento è rapido si formano molti "germi" che possono crescere e svilupparsi in misura limitata prima che la cristallizzazione abbia fine e formeranno una roccia a grana fine. Se il raffreddamento è molto rapido, si forma una massa di fondo vetrosa nella quale si potranno trovare immersi singoli cristalli. Se pochi cristalli ben sviluppati (fenocristalli) sono immersi in una matrice a grana più fine o vetrosa la roccia ha una struttura porfirica.

I dicchi e i filoni sono intrusioni di piccole dimensioni che si dipartono da una massa magmatica più estesa e si spingono nelle rocce circostanti. I dicchi sono nettamente discordanti rispetto alle strutture presenti nella roccia in cui si intrudono. In genere hanno andamento verticale o molto inclinato e quando si intrudono in corpi rocciosi sedimentari con una stratificazione ad andamento orizzontale, tagliano nettamente gli strati. Al contrario, i filoni, o filoni-strato, si intrudono paralleli alla stratificazione. E' probabilmente che proprio la discontinuità tra uno strato e l'altro favorisca il movimento laterale di queste limitate porzioni di magma.

I gas presenti nel fuso entrano solo in minima parte nei reticoli cristallini e, al procedere del raffreddamento e della solidificazione, il magma residuo, generalmente la parte centrale dell'intrusione, è particolarmente ricco di fase vapore, in quantità che dipende dalla concentrazione iniziale, nonché dalla natura dei gas e delle rocce circostanti nelle quali possono venir dispersi.

Alla liberazione dei gas nelle fasi finali di cristallizzazione sono collegati gran parte dei dicchi che si trovano sia nelle parti più esterne dell'intrusione che nelle rocce incassanti. Insieme a questi, le rocce incassanti sono spesso attraversate da dicchi e filoni intrusi durante le fasi iniziali, quando la massa di magma si stava facendo strada tra le rocce della crosta.

La classificazione delle rocce magmatiche si basa sull'indice di colore M che corrisponde alla percentuale volumetrica di minerali colorati. Tutte le rocce con M maggiore di 90 sono dette ultramafiti e vengono distinte in base al minerale predominante (orneblenditi, pirosseniti, carbonatiti, ecc.). Quelle con M minore di 90 sono classificate in base alla percentuale relativa di tre componenti: A (feldspato alcalino), P (plagioclasio) e, a seconda dei casi, Q (quarzo) oppure F (feldspatoide), dato che Q e F sono minerali fra loro antitetici.

Ad ogni campo corrisponde un nome a cui può essere aggiunto un prefisso che specifica uno o più minerali caratteristici o l'indice di colore basso (leuco-) o alto (mela-). I graniti sono classificati come rocce con un contenuto tra 20 e 60 % di quarzo e tra 10 e 65% di feldspato alcalino.

Sull'Adamello non si trovano graniti veri e propri, ma granodioriti, tonaliti, dioriti, gabbri e, tra le rocce ultramafiche, isolate masse di orneblenditi. Tutte le rocce intrusive dell'Adamello meridionale appartengono alla massa magmatica del Re di Castello.