LA FORMA DELL'ETNA


Dimensioni e forma dell'Etna

L'Etna è un vulcano attivo tra i più grandi del mondo. La sua base ha una superficie quasi ovale di circa 1600 km2. L'asse maggiore, in direzione Nord-Sud, è lungo circa 60 km e quello minore in direzione Est-Ovest circa 40 km. Il suo volume è intorno ai 500 km3.
Il versante meridionale dell'Etna (immagine da Google Eatrh)
Il perimetro di 150 km è segnato dai fiumi Simeto e Alcantara e, per circa 30 km, dal Mar Ionio.
Le pendici dell'Etna, sulle quali si vede Monte Barca, un conetto di un'eruzione laterale, terminano con una scarpata sulla valle del fiume Simeto
A Sud, la piana di Catania separa il vulcano dai monti Iblei, di origine vulcanica e con un'età compresa tra 5 e 10 milioni di anni fa, a Nord confina con i Monti Peloritani, costituiti prevalentemente da rocce granitiche.
Il fiume Alcantara
Alla base del vulcano si vedono i prodotti delle eruzioni più antiche. La cima è un ripido cono, con un diametro basale di circa 10 km, detto Mongibello, nome derivante da gebel, un termine arabo frequente nella toponomastica siciliana, che significa monte.
Il versante Sud dell'Etna. Si nota il cono in eruzione a Piano del Lago nel luglio 2001
Fino a 500 m s.l.m. l'inclinazione dei fianchi a Est e a Sud non supera i 3°. Allo stesso livello, a Nord-Ovest, l'inclinazione è di 10°.
Il profilo dell'Etna. La nube nera esce dai coni in eruzione sul versante Sud nel 2002-03
Sopra i 1800 m vi è un brusco aumento di pendenza in corrispondenza del cono Mongibello e a 2900 m di quota l'inclinazione dei fianchi è di 25°.
La neve evidenzia il cambio di pendenza nella zona sommitale dell'Etna
La parte terminale del cono ha fianchi inclinati di 32°, un diametro basale intorno ai 2 km e un'altezza di circa 260 m.
I crateri sulla cima dell'Etna nel 1992
Il cono del Mongibello divide la piattaforma su cui è impostato in due terrazze: una a Sud-Est, detta Piano del Lago e una a Nord-Est che forma in parte la Valle del Leone.
Il pianoro ai piedi del cratere di Nord-Est. La freccia indica l'imbocco della Valle del Leone in corrispondenza di Pizzo Deneri
Queste due strutture sono i resti di antichi crateri, colmati dai prodotti dell'attività successiva.
Piano del Lago, visto dai piedi del cratere di Sud-Est. Dal basso a sinistra, verso il centro, si vedono i conetti cresciuti sulla frattura del 2001, mentre l’ampio cono sullo sfondo è dell’anno successivo. L’edificio della Torre del Filosofo, sepolto dai prodotti dell’eruzione del 2002-03, si trovava in corrispondenza degli automezzi parcheggiati vicini al cono
Il Cratere o caldera del Piano, quasi completamente coperto dal cono terminale, ha una forma circolare con un diametro di circa 2600 m. Il pianoro nell'area occidentale è detto anche, per la sua forma, Cratere Ellittico.
L'Etna da Catania

I CRATERI SOMMITALI

Sulla sommità dell'Etna vi sono attualmente quattro crateri, chiamati Bocca Nuova, Voragine, Cratere di Nord-Est e Cratere di Sud-Est.
L'attuale forma dei crateri sommitali dell'Etna (immagine da Goolge Earth)
Una o più bocche dei crateri sommitali sono quasi sempre in attività, con intensità variabile, da esplosioni a emissione di lava, o con sbuffi di gas e cenere.
Il Cratere di Sud-Est, a sinistra, e la Bocca Nuova, dietro la quale si intravede il bordo della Voragine
Nei periodi privi di eruzioni, i crateri sommitali sono soggetti a franamenti, ma anche quando sono attivi l'accumulo di prodotti e le esplosioni modificano continuamente la loro forma e l'altezza dell'Etna.
La Voragine si è formata prima del 1950 e la Bocca Nuova nel 1968.
I crateri sommitali
La Bocca Nuova in origine era ampia circa 8 m. Già nel 1983, il suo diametro si era allargato fino a 300 m.
La Bocca Nuova nel 2004
Le due profonde strutture della Bocca Nuova e della Voragine sono state a lungo separate una dall'altra da un diaframma roccioso, quasi completamente demolito da un'esplosione il 12 dicembre 2006.
La parete rocciosa tra Bocca Nuova (a destra) e Voragine, nell'ottobre 1999
Il Cratere di Nord-Est si è formato nel 1911 sul versante esterno del cono sommitale, a quota 3100 m s.l.m. La sua attività è stata particolarmente intensa e persistente tra il 1960 e il 1970.
Bocca Nuova (destra) e Voragine (immagine da Google Earth)
Il perimetro del Cratere di Nord-Est è di circa 800 m e la sua altezza è cresciuta nel tempo per i trabocchi di lava e per gli accumuli di scorie nelle fasi di attività stromboliana.
Il cratere di Nord-Est nel 1999
Nel 1970 divenne il punto più alto dell'Etna. Nel 1973 raggiungeva 3290 m di quota e, nel 1978, 3345 m s.l.m. Il bordo del cratere è ora inciso da profonde fratture, dopo diversi anni di inattività.
Il bordo del cratere di Nord-Est nel 2004
La struttura del cratere di Nord-Est è particolarmente complessa, essendo il risultato di una successione di coni, sviluppatisi in diverse fasi eruttive uno sopra l'altro, intorno a uno stesso punto di risalita del magma.
Variazioni nei crateri sommitali
Il Cratere di Sud-Est esiste dalla fine dell'eruzione del 1971 e si è ingrandito a partire dal 1978.
Il Cratere di Sud-Est nel 2001
Particolarmente attivo dal 1998, nel 1999 arrivava a 3230 m di quota. Nei primi mesi del 2001 era alto 3300 m s.l.m., fino a superare in altezza gli altri coni con l'eruzione di luglio-agosto dello stesso anno.
Il Cratere di Sud-Est nel corso dell'eruzione del 2004
Il cratere rimase inattivo per tutta l'eruzione del 2002-03, benché una delle aree eruttive fosse praticamente ai suoi piedi.
Il bordo della Voragine e il cratere di Sud-Est nel luglio 2004
Tornato improvvisamente in attività il 7 settembre 2004, con una colata di lava uscita da una frattura alla base del cono, dal settembre 2006 ha avuto un'intensa attività stromboliana, accompagnata da colate di lava, che ne hanno cambiato la forma.
A destra, i crateri sommitali e al centro il cratere di Sud-Est nel corso dell'eruzione del 2006, con le colate di lava che scendono verso la Valle del Bove
Nel 2012 la sua forma era completamente diversa dal 2006. Numerosi episodi di fontane di lava, accompagnate da emissioni di colate, hanno nel corso del tempo formato un doppio cono.
Differenti forme assunte dal cratere di Sud-Est
2001 (dopo l'eruzione di luglio-agosto)
2004 (eruzione di settembre)
2006 (eruzione di luglio e inizio della formazione del doppio cono)
dicembre 2012

LA VALLE DEL BOVE
Schema dell'area sommitale dell'Etna e della Valle del Bove
Il versante orientale dell'Etna è inciso da una vallata a forma di ferro di cavallo, la Valle del Bove, lunga 8 km e larga 5. A Sud-Est della Valle del Bove si trova una valle più piccola, Val Calanna, è lunga 3 km e larga 2.
Il versante Est dell'Etna, con la profonda incisione della Valle del Bove (immagine da Google Earth)
Quasi a ridosso dei crateri sommitali, la Valle del Bove ha una scarpata alta 1200 m che seziona i prodotti eruttati dal vulcano nelle ultime decine di migliaia di anni.
La parte alta della scarpata della Valle del Bove. Il cono in attività è quello dell'eruzione del 2001. Piccole colate di lava dalla base del cono scendono verso la vallata
Il fondo della vallata è piatto e coperto dalle lave delle eruzioni avvenute dopo la sua formazione.
La Valle del Bove vista da monte. Al centro il cono di Monte Simone, formatosi nel 1811. A sinistra, il crinale di Serra delle Concazze, che delimita la vallata a Nord-Est
La Valle del Bove si è probabilmente formata per il franamento di una porzione del fianco del vulcano, forse a seguito di violente eruzioni esplosive avvenute intorno a 3000-5000 anni fa, e alla successiva erosione delle pareti.
Panorama dalla Valle del Leone verso la Valle del Bove e la costa
Accumuli di materiali scesi dal versante si trovano lungo la costa, in direzione dell'apertura della Valle del Bove, specie in località Praiola nei pressi di Riposto.
La costa in prossimità di Reposto. La falesia è formata da materiale vulcanico franato o trasportato dalle piogge dalle pendici dell'Etna
Le lave che lentamente stanno riempiendo la Valle del Bove provengono dai crateri sommitali e da bocche eruttive che si sono aperte vicino alla scarpata, sui fianchi o all'interno della depressione stessa.
La parte Sud-occidentale della Valle del Bove coperta dalle colate di lava dell'eruzione del 1991-93

I CONI DELLE ERUZIONI LATERALI
L'immagine satellitare evidenzia i coni delle eruzioni laterali e la depressione della Valle del Bove
Sul versante innevato dell'Etna risaltano i coni delle eruzioni laterali
Sulle pendici del vulcano vi sono centinaia di coni che arrivano anche a quote molto basse e che testimoniano le numerose eruzioni laterali dell'Etna.
Il cono di un'eruzione laterale avvenuta a bassa quota
Quando inizia un'eruzione laterale, in genere cessa o decresce l'attività dei crateri sommitali.
Monte Frumento delle Concazze
Alcuni coni sono strutture grandi, come Monte Minardo, Monte Ilice, Monti Rossi, Monte Frumento delle Concazze, Monti Silvestri, ecc., mentre altri hanno dimensioni minori.
Un cono dei Monti Silvestri
Cono di scorie nella Valle del Bove
I coni più piccoli si formano intorno alle bocche eruttive che si aprono allineate lungo le fratture.
Fratture e bocche eruttive sul versante Nord
In genere, questi sono formati da accumuli di scorie saldate, quando le esplosioni sono deboli e il lancio del materiale non raggiunge grandi altezze.
Particolare delle scorie saldate che formano il bordo di un piccolo cono
Cadendo al suolo ancora caldi, i frammenti di lava si saldano fra loro.
Il cono di scorie dell'eruzione del 2001


L'Etna è spesso definito uno strato-vulcano. Il termine è usato per i vulcani che hanno una struttura conica con fianchi progressivamente più ripidi verso l'alto.
Il profilo dell'Etna nel dicembre 2012
Simili forme sono la conseguenza dell'accumulo intorno a una bocca eruttiva centrale di prodotti derivanti da alternate fasi esplosive ed effusive.
Le lave dell'eruzione del 1991-93 circondano Monte Calanna nella Valle del Bove. Sullo sfondo i crateri sommitali
Benché vi siano prodotti che testimoniano un'attività esplosiva anche importante in passato, e nonostante l'edificio termini con un ripido cono sommitale, la definizione non è perfettamente appropriata per l'Etna, la cui attività, almeno nelle ultime migliaia di anni, è stata prevalentemente effusiva.
Colate di lava emesse lungo fratture sul fianco Nord. In primo piano le lave sono del 1923 e, quelle più scure in alto a sinistra, del 2002. (La cima del vulcano è verso l'alto della fotografia)
La crescente pendenza dei fianchi verso l'alto è il risultato della persistente e moderata attività dei crateri sommitali che ha accresciuto con brevi colate di lava la cima più rapidamente rispetto alla base.
I crateri sommitali in eruzione
A partire da circa 170.000 anni fa, le eruzioni, insieme ai periodi di riposo e di erosione, hanno costruito e continuamente modificato la forma dell'ampio vulcano. I punti di risalita del magma si sono spostati nel tempo e l'espansione delle colate di lava ha conferito all'Etna un aspetto più simile a quello dei vasti apparati definiti vulcani a scudo.
Una colata di lava scende verso la pineta, mentre a Piano del Lago da una nuova bocca esce una colonna di cenere. In alto, a sinistra, il cratere di Sud-Est e i crateri sommitali


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