ALICUDI

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Il settore occidentale dell'arcipelago delle Eolie comprende quattro edifici vulcanici: due affiorano formando le isole Alicudi e Filicudi mentre, in direzione Nord, gli altri due sono sommersi.
Carta batimetrica del mare intorno a Alicudi e Filicudi
Alicudi
è la parte sommitale di un ampio vulcano, esteso sotto il livello del mare fino a -1500 m. La base sommersa ha un diametro di circa 7 km, mentre il punto più elevato dell'isola raggiunge i 676 m s.l.m. a Filo dell'Arpa.
Carta dell'isola
Le eruzioni sopra il livello del mare cominciarono prima di 100.000 anni fa e proseguirono, quasi in continuazione, per oltre 70.000 anni. I prodotti vulcanici più antichi (datati circa 110-120.000 anni fa), visibili in superficie, sono colate di lava affioranti lungo la costa, a Sud dello Scoglio Galera.
La costa Sud-occidentale
Le colate erano intervallate da moderate esplosioni che lasciarono scorie e ceneri, intercalate alle lave. Dopo una stasi, riconoscibile per la presenza di una superficie di erosione, le eruzioni ripresero simili alle precedenti, con colate di lava e esplosioni.
Lave a strati orizzontali nei pressi di scoglio Galera
Lave e scorie delle prime due fasi eruttive (dette eruzioni di Malopasso) si vedono ora lungo un tratto della costa occidentale e rappresentano quel che resta della più antica struttura vulcanica formatasi sopra il livello del mare. Le lave sono attraversate perpendicolarmente da dicchi lavici, le vie di risalita del magma, messi in evidenza dall'erosione. Lo stesso Scoglio Galera è la parte restante di uno di questi dicchi.
Vista aerea di Alicudi
La demolizione del vulcano è probabilmente iniziata con il collasso della sua parte centrale, il cui bordo si intravede tra 120 e 250 m s.l.m. nella falesia occidentale. Le eruzioni che seguirono avvennero all'interno dell'area collassata e furono simili alle precedenti, con sottili colate di lava e scorie che si accumularono fino a riempire lo squarcio del cono.
Il tratteggio delimita i prodotti più antichi di Alicudi affioranti lungo la costa occidentale
Anche il vulcano ricostruitosi è quasi completamente scomparso. La sua formazione si deduce dai prodotti visibili lungo la falesia occidentale, intorno alla quota di 300 m s.l.m, posti con geometrie discordanti sopra quelli più antichi.
Punta Malopasso
Una fase di quiescenza precede le eruzioni iniziate intorno a 55.000 anni fa (eruzioni di Bazzina), i cui prodotti formano gran parte dell'odierna isola emersa e sono visibili principalmente nell'area Nord-Ovest, lungo la costa fino a circa 100 m sopra il mare.
Il porto
Ceneri e scorie testimoniano eventi esplosivi, alcuni anche di forte intensità, ma nell'insieme anche in questa fase fu prevalente l'emissione di lave.
Le colate riempirono la depressione lasciata dal secondo collasso e tracimarono poi sui fianchi del vulcano, per fluire verso Est e verso Sud.
Schizzo di uno dei duomi di lava viscosa formatisi dopo lo sprofondamento della cima del vulcano
Questa epoca eruttiva si chiuse con piccole colate laviche e con la formazione di un allineamento di duomi vulcanici, di cui restano i rilievi di Dirittusu e Angona, disposti ad arco sul lato Nord dell'isola.
Il pianoro ai piedi delle Montagnole e i rilievi Dirittuso-Angona
Il profilo del centro eruttivo è ancora in parte riconoscibile nei settori Nord-Est, mentre è cancellato verso Sud-Est. Un ulteriore assestamento del cono corrisponde all'area quasi pianeggiante presente sulla sommità dell'isola.
Probabile forma di Alicudi dopo le eruzioni di Bazzina
Dopo una prolungata quiescenza, l'attività riprese intorno a 30.000 anni fa con l'emissione di lave viscose all'interno della depressione sommitale, dove formarono i rilievi delle Montagnole e di Filo dell'Arpa. L'attività del vulcano si chiuse con altre colate di lava viscosa che, dopo essersi allargate all'interno del cratere, fluirono lungo il fianco Sud-Est del vulcano.
I bordi dei due sprofondamenti del vulcano
I pesanti accumuli di lava sulla cima del vulcano si sono nel tempo assestati, con cedimenti che hanno formato una struttura ribassata ellittica, allungata in senso Nord-Ovest. Almeno due colate, di modesto volume, furono emesse intorno a 28.000 anni fa da fratture che intersecavano l'area depressa sommitale.
Schema delle fasi evolutive dell'isola di Alicudi
L'isola può essere visitata solo a piedi, percorrendo le ripide scalinate e i sentieri che congiungono Alicudi Porto ai piccoli centri abitati (le frazioni di Tonna, Pantalucci, Pianicello, San Bartolo, Bazzina), arrivando fino a 500 m di quota, dove sorge il nucleo disabitato di Montagna.
Un sentiero di Alicudi
Le case di questo borgo, sorto in scomoda posizione ai tempi delle incursioni piratesche, sono appoggiate sul limite dell'area pianeggiante, un tempo coltivata. I duomi di Filo dell'Arpa bordano la depressione, dalla quale escono le colate di lava che tracimano sul versante esterno del vulcano.
Schema dell'apparato vulcanico di Alicudi

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