LA FUNICOLARE DEL VESUVIO

La storia della funicolare del Vesuvio inizia nel lontano 1870, quando il finanziere Ernesto Emanuele Oblieght, sulla spinta di un crescente numero di visitatori, pensò di sostituire asini e portantine con un mezzo di traporto più moderno che raggiungesse la cima del Vesuvio.

L'impianto, inaugurato nel 1880, venne rilevato nel 1888 dalla società Thomas Albert Cook & Son. La stazione inferiore era raggiungibile con il calesse o con un tram che partiva da Napoli e da Ercolano (stazione di Pugliano). Nel 1898 la società Cook completò il percorso con una ferrovia, con tratti a cremagliera, che da Resina (Ercolano), attraverso S. Vito e l'Eremo, raggiungeva la stazione di partenza della funicolare e più tardi, nel 1902, costruì anche un albergo nei pressi della Capannina dell'Eremita. La funicolare venne distrutta per tre volte dalle eruzioni e, dopo il 1944, non venne più rimessa in funzione.

La linea ferroviaria che portava alla partenza venne smantellata nel 1950 e la funicolare, diventata dal 1945 proprietà della società Strade Ferrate Secondarie Meridionali, fu sostituita nel 1953 da una seggiovia biposto, che funzionò fino al 1983. Nel 1991 i lavori per potenziare la portata dell'impianto furono fortemente contrastati e interrotti. La stazione di partenza fu definitivamente demolita nel 1993. I resti dei fabbricati che ancora restano nel piazzale e il tracciato dell'impianto che solca la pendice del cono deturpano forse più dell'intero complesso funzionante.

Un qualsiasi utilizzo del tracciato esistente avrebbe il pregio di distribuire l'afflusso turistico al cratere, ora tutto concentrato al parcheggio di quota 1000.