BREVE ITINERARIO AGLI SCAVI DI CUMA
1 - Alla fine del viale d'ingresso, a sinistra, si trova il luogo più noto e affascinante dei Campi Flegrei, la geometrica grotta, scavata interamente nel tufo vulcanico (Tufo Giallo Napoletano), nota come L'ANTRO DELLA SIBILLA
La galleria, alta circa 5 metri e lunga oltre 130, venne scavata in due fasi. Intorno al IV sec. a.C., fu eseguito il taglio trapezoidale della parte superiore, mentre il taglio rettangolare della parte inferiore è di epoca augustea. Il lungo corridoio rettilineo termina con un vano rettangolare, con le tre pareti scavate a nicchia, probabilmente, in epoca tardo-imperiale. Il lato occidentale è interrotto da nove brevi gallerie, tre cieche e le altre aperte sulla terrazza che dominava il porto ora interrato. Sull'altro lato, a metà percorso, vi sono tre vani rettangolari disposti a croce, utilizzati come cisterne e, in epoca cristiana, come vani di sepoltura. La tradizione vi riconosce l'antro oracolare della Sibilla Cumana, ma è più probabile che si tratti di un camminamento protetto che collegava la base dell'acropoli con il sottostante porto, difeso anche da catapulte e da altri congegni posizionati sulla terrazza esterna.

2 - All'uscita dell'Antro della Sibilla si vede dall'alto la CRYPTA ROMANA

Si tratta di una galleria di epoca augustea, lunga 180 e alta 23 metri che, insieme alla Grotta di Cocceio, congiungeva la città bassa con il porto Giulio. Scavata nel tufo, attraversa da Est ad Ovest il rilievo dell'acropoli. Il percorso riceveva luce da una serie di aperture nella volta e aveva, ad Est, un vestibolo rettangolare, che conserva la rivestitura in blocchetti di tufo fino all'altezza di 14 metri, con quattro nicchie per statue sulla parete sinistra. Il ramo più lungo della crypta è meno ampio e ha sulla destra alcune cisterne. Lo sbocco orientale fu decorato con un arco in opera reticolata rivestita di marmo. Nel tentativo di far crollare una soprastante torre di guardia, nel 553 d.C., i bizantini che assediavano gli Ostrogoti, demolirono la volta della galleria.

3 - Salendo lungo una gradinata si ariva alle MURA DELL'ACROPOLI


Le mura furono quasi completamente distrutte nel 1207. Rimane, lungo il lato meridionale, una delle due torri di guardia alla porta d'ingresso, con un breve tratto della cinta muraria, aggiunta in epoca augustea ai grossi blocchi di tufo dell'originario perimetro. Un altro tratto delle mura greche è visibile all'estrema sinistra della terrazza del Tempio di Apollo. In epoca sannita, le difese furono rinforzate con l'aggiunta di un secondo muro esterno. Lo spazio tra i due muri fu riempito con terriccio e blocchi di tufo.

4 - Voltando a destra, si giunge al TEMPIO DI APOLLO

L'edificio sorge sulla terrazza inferiore dell'acropoli, allargata artificialmente dai primi coloni greci per far posto agli edifici sacri. Rivolto ad Est, in direzione della città bassa, vi si accedeva attraverso una gradinata posta sul lato meridionale. Sul pianoro sono ora visibili i ruderi della fase romana e paleocristiana, cui sono riferibili le 90 fosse di inumazione scavate nel pavimento della basilica. L'ingresso, fiancheggiato da due pilastri laterizi, si apriva sul lato orientale. I resti del colonnato ionico che circondava il tempio (peristasi) sono scarsi. Le colonne poggiavano su un pavimento in lastre di travertino e negli angoli vi erano colonne trilobate, formate dalla fusione di tre fusti, una forma particolare conosciuta solo in alcuni edifici del vecchio foro di Leptis Magna, in Africa, e ripresa dagli architetti del Rinascimento.

5 - Dalla terrazza inferiore, seguendo la via sacra, si arriva alla zona alta dell'acropoli e al TEMPIO DI GIOVE

Nonostante il nome, l'edificio era probabilmente consacrato a Demetra. Costruito nel V secolo a.C. sul punto più alto dell'acropoli, delle sue parti più antiche restano solo i blocchi di tufo del basamento sopraelevato (podio). Le altre strutture visibili sono rifacimenti di età augustea o giulio-claudia. Fu poi trasformato in basilica consacrata a S. Massimo che venne utilizzata fino al 1207, anno di distruzione della città. Il podio misura 40X25 metri e sostiene il muro perimetrale in opera reticolata, interrotto sul lato orientale da tre ingressi aperti sulla gradinata. Al centro del podio vi sono i resti della cella, le cui pareti interne erano scandite da semicolonne laterizie che inquadravano delle nicchie poi occluse.

6 - Ai piedi della rupe si trovano gli edifici di epoca romana, tra i quali le TERME DEL FORO

Le terme sorgevano nel centro dell'insediamento urbano, accanto all'area pubblica del Foro. Costruite agli inizi del II secolo d.C., avevano due ingressi. Quello a Sud si affacciava sulla palestra, mentre quello a Est dava accesso al vestibolo comunicante col frigidarium. Nell'area Ovest si conservano i resti del forno sotto il pavimento (praefurnium) e, a Nord-Est del corpo principale, si trova una cisterna divisa in quattro compartimenti. Gli ambienti seguivano l'abituale successione che dal frigidarium, con un ingresso adorno di colonne in cipollino, attraverso il tepidarium arrivavano all'ambiente attrezzato con impianti a vapore e destinato ai bagni di sudore (sudatio), e al calidarium. Le pareti erano decorate con lastre di marmo e dipinti, mentre i pavimenti erano a mosaico e con decorazioni a disegni geometrici (opus sectile).

7 - Quasi al centro del lato occidentale del Foro sorge il CAPITOLIUM, nome latino di Campidoglio

Il Capitolium ha, sopra il podio in blocchi di tufo, una base rettangolare (56,94x28,50 m) con un'anticamera (pronao) che precede la cella, il luogo dove era posta la statua della divinità, divisa in tre navate. Sull'edificio di epoca sannitica (IV e III secolo a.C.), consacrato al culto di Giove Flazo, il rifacimento di romano eliminò la cella e il cortile circondato dal porticato a colonne (peristilio), aggiunse un nuovo edificio in laterizio con sei colonne sulla fronte, un avancorpo in opera reticolata e prolungò la scalinata di accesso. Al suo interno si trovavano i busti marmorei dei numi della triade capitolina, Giove, Giunone e Minerva, datati tra la fine del I e gli inizi II sec. d.C., oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

8 - Sul lato meridionale del Foro si trova il TEMPIO CON PORTICO

L'edificio, poco conservato nella struttura verticale, risale alla prima metà del I sec. d.C. e sorge su un alto podio con gradinata frontale. In origine era chiuso da un portico (40x25 metri) con 24 colonne e tre ingressi con gradini in peperino. Nella cella è ancora visibile il basamento sul quale poggiava la statua del nume cui era consacrato l'edificio, ma non si conosce quale fosse. Nel muro perimetrale del portico vi erano quattro nicchie, che conservano tracce di intonaco colorato, destinate alle statue onorarie. Il cortile, circondato da un canale per il deflusso dell'acqua, era pavimentato con lastre di travertino.

9 - Sul lato orientale del Foro, di fronte al Capitolium, vi è il TEMPIO DEI GIGANTI

Sui resti di questo edificio è costruita una casa colonica. Il monumento consisteva in tre ambienti. Quello centrale era ampio, con soffitto a volta e un'abside sul fondo, mentre i due locali laterali erano più piccoli. Realizzato tra la fine del I e l'inizio del II sec. d.C., deve il suo nome al colossale busto di Giove, ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, trovato nei dintorni.