MONTE NUOVO

Il lago di Averno e Monte Nuovo

Monte Nuovo è un piccolo cono formatosi nel corso dell’ultima eruzione dei Campi Flegrei, avvenuta nel 1538. L'eruzione avvenne vicino al lago di Averno e modificò anche il Lago di Lucrino, riempiendone la parte orientale di materiali vulcanici. Lucrino, a causa del bradisismo, fu sommerso nel X-XI secolo e tornò a isolarsi dal mare nel XVII secolo.


Il lago di Lucrino

Sulle rive orientali del lago di Averno sorgeva una villa di Fausto Cornelio Silla, nipote del dittatore, e il Cumanum di Cicerone. Intorno alle strutture romane si era sviluppato il villaggio di Tripergole, distrutto dalla stessa eruzione. Nel borgo vi erano la chiesa e l’Ospedale di S. Marta, fondati da Carlo III d’Angiò alla fine del XIII secolo, e destinati alle cure idrotermali dei poveri. La località era infatti ricca di bagni termali, come il Balneum Tripergulae e quelli Ciceronis, Arcus e Raynerii, citati da Pietro da Eboli (vedi in fondo a questa pagina).
Il cono di Monte Nuovo, affacciato sul lago di Averno e sul mare, è alto 130 metri, con un diametro alla base di circa 1 Km, ha in cima un cratere del diametro di 400 metri e profondo 80 metri. L’area, diventata un'oasi naturalistica nel 1996, rappresenta una felice eccezione nel territorio flegreo, per lo sforzo di salvaguardia delle sue risorse naturali e di divulgazione dei problemi connessi all'attività vulcanica.


Dietro le rovine del Tempio di Apollo (un edificio termale corrispondente alla fonte medioevale detta Balneum de Ferris), si intravedono le pendici di Monte Nuovo

Un progetto fra il Liceo Scientifico E. Majorana e il Comune di Pozzuoli, ha portato alla realizzazione di un percorso didattico che descrive gli aspetti naturalistici dell'oasi e illustra la dinamica dell'eruzione del 1538. Uno spazio attrezzato per le lezioni all'aperto e un caseggiato nella zona d’ingresso, adattato a Centro Studi per studenti e visitatori, completano il progetto.
Fin dagli inizi, il coinvolgimento degli studenti, dai quali era peraltro partita l'iniziativa, è stato particolarmente attivo. Oltre a catalogare la vegetazione e a ripulire il luogo, mantenendolo accogliente, un numero sempre crescente di classi del Liceo Majorana ha curato il materiale espositivo e didattico, anche in collaborazione con il Dipartimento di Geologia, Botanica, Zoologia e Agraria dell’Università di Napoli e altri istituti di ricerca. Il Comune ha fornito il personale per la vigilanza e la manutenzione nel sito.


Studenti lungo il percorso didattico nell'oasi di Monte Nuovo

Gli studenti e i docenti continuano l’attività di studio e monitoraggio dei dati ambientali, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali, guidano con competenza i visitatori dell’Oasi e sviluppano progetti di ricerca multidisciplinare e di attività didattica con altre scuole.
Salendo alla cima del cratere dal versante Sud, il panorama va da Capo Posillipo a Nisida, dal centro di Pozzuoli a Capo Miseno e, in giornate limpide, arriva alla Penisola Sorrentina. Dal bordo si vedono le ripide pareti interne e il fondo del cratere che si può raggiungere con un sentiero.


Il sentiero dell'oasi naturalistica fiancheggia i prodotti dell'eruzione di Monte Nuovo

Un altro sentiero consente di fare l'intero giro dell'orlo craterico, fino ad affacciarsi sul Lago d’Averno. Da qui si vedono i due laghi, punta dell'Epitaffio e l’isola d’Ischia e, continuando in senso orario lungo il percorso, Monte Barbaro.


L'interno del cratere di Monte Nuovo


Pietro Anzolino da Eboli, poeta e medico, scrisse tra il 1211 e il 1220 un poemetto sulla cultura balneare del Medio Evo. Il codice su pergamena n. 474, conservato nella Biblioteca Angelica di Roma, porta il titolo di Nomina et virtutes balneorum seu de balneis puteolorum et baiarum, conosciuto anche come De balneis Puteolanis. Dedicato a Federico II di Svevia, è composto di 21 carte, contiene 18 epigrammi e 18 miniature. L'importanza dell'opera, scritta peraltro in un'epoca di scarso interesse verso i bagni a scopo salutare, consiste nell'essere, oltre a una testimonianza sulla medicina e sulla terminologia medica nel Medioevo, un elenco completo di tutte le fonti naturali attive in quel tempo nell'area flegrea.

BALEUM TRIPERGULA, "Porta Christi", nella regione del Lago Averno.

Nella parte superiore della miniatura si vedono due ambienti, uno destinato a spogliatoio, l'altro alla cura. Nella parte inferiore è illustrato Cristo che scardina le porte dell'Inferno poste sul lago di Averno.

(cod. bibl. Un. Valencia)

V'è un luogo ove Cristo ruppe le porte dell'Inferno e ne trasse i Santi Padri. La casa è triplice, perciò detta Tripergole; una parte contiene il vestiario, un'altra l'acqua, la terza accoglie i languenti. Utile a chi suda troppo; toglie la debolezza di mente e la gravezza ai piedi; conforta lo stomaco, vale contro la debolezza del corpo; chi ne userà l'acqua sarà sempre lieto e sano.


BALNEUM RAYNERII, a trenta passi dal Balneum Arcus

Nella miniatura si vedono i due ambienti per lo spogliatoio e il bagno e, nella parte inferiore, i pazienti risanati.

(cod. bibl. Valencia)

Sana i corpi putridi e il flemma salso, giova contro l'erpete e la serpigine, purifica dalla scabbie e da ogni infezione della cute, ma per evitare le ricadute, dovrai andare all'acqua di Tritoli.