MONTE DI PROCIDA

Monte di Procida offre un ampio panorama sul golfo di Pozzuoli e sui Campi Flegrei, fino al Vesuvio e al Faito in lontananza, su Ischia, Procida e l’isolotto di S. Martino. La località è purtroppo segnata dall'incuria e da una disordinata espansione edilizia. La falesia è formata dai prodotti delle eruzioni avvenute nell'area tra i Campi Flegrei e le isole di Vivara e Procida e rappresenta un importante punto di studio della storia eruttiva dell'area.
Sulla spiaggia ai piedi del rilievo, sbarcò Enea che fuggiva con i suoi uomini da Troia. Nella Selva Gallinaria, che si stendeva per molti stadi, senz’acqua e sabbiosa (Strabone, Geografia, IV, 4) sino alle falde occidentali del Monte, si nascosero le milizie di Sesto Pompeo, in guerra contro Cesare Ottaviano.
Alcune navi, nel 38 a.C., naufragarono in questo punto tra gli scogli e Ottaviano toccò terra non lontano da Cuma. Saltò dalla nave sui sassi e sui massi rocciosi e, raccolti man mano dal mare chi si salvava a nuoto, li conduceva sulla retrostante montagna (Appiano, Le guerre civili, V, 85-86, paragrafi 359-369).