BAGNOLI E LA CITTA' DELLA SCIENZA

Bagnoli, il cui antico nome Balneolis significa piccoli bagni, era descritta come depositaria fortunata di quattro efficacissime sorgenti idrotermali, di un clima saluberrimo e d’una lunghissima spiaggia (Wladimiro Frenkel, 1929), prima che il tentativo industriale dell’ILVA, poi ITALSIDER, ne sconvolgessero irrimediabilmente l'ambiente naturale e umano, cancellando ogni opportunità turistica.


La discesa Coroglio: 1) ingresso alla grotta di Seiano, un tunnel lungo 800 m che portava alla villa romana Pausylipon; 2) ubicazione del pozzo di acqua minerale riportato nei codici medioevali come Balneum Foris Cryptae (Bagno di Fuori Grotta); 3) parte dell'area industriale di Bagnoli; 4) Vesuvio

Gli stabilimenti termali, citati nel codice di Pietro da Eboli (vedi in fondo a questa pagina), erano numerosi e molti restarono attivi fino all’inizio del '900. Nella piazza della cittadina si apriva la fonte del Tricarico e il bagno Manganella, l'antico balneum balneoli, con acqua a 42° C. Vi erano poi la fonte Juncaria, scoperta nel 1882, con una temperatura di 53°C e il bagno Masullo, scoperto nel 1827, con temperatura di 55° C e il bagno Cotroneo, scoperto nel 1831. A seconda delle caratteristiche, nelle terme si curavano varie malattie, come quelle della pelle, i dolori reumatici e le artriti, le nevralgie, i dolori muscolari, ossei e reumatici, i disturbi dell’apparato digerente e molti altri sintomi.


L'edificio delle Terme Puteolane sorge ai piedi di Monte Olibano sul sito dell'antico bagno chiamato Subvenit Homini

Con la fine dell'avventura industriale, il recupero dell'area si è presentato difficile e contrastato dai più svariati interessi. Una delle poche iniziative fino ad ora riuscite è stata la trasformazione di una vecchia vetreria, cui si sono aggiunti i locali di un’industria chimica e infine di una fabbrica di concimi, in un museo scientifico, inaugurato il 18 ottobre 1996, primo nucleo della Città della Scienza.
La struttura occupa 65 mila metri quadrati, di cui 45 mila al coperto e comprende ora, oltre al museo scientifico-tecnologico interattivo, un organismo di sostegno alla nascita di nuove imprese, il Bic (Business Innovation Center), il Centro di Alta Formazione e lo Spazio eventi.
La Città della Scienza nacque da un'idea promossa nel 1987 dalla Fondazione IDIS (Istituto per la diffusione e la valorizzazione della cultura scientifica) di Vittorio Silvestrini, con la prima edizione di Futuro-Remoto, una rassegna di mostre e dibattiti a carattere scientifico e divulgativo.


Pietro Anzolino da Eboli, poeta e medico, scrisse tra il 1211 e il 1220 un poemetto sulla cultura balneare del Medio Evo. Il codice su pergamena n. 474, conservato nella Biblioteca Angelica di Roma, porta il titolo di Nomina et virtutes balneorum seu de balneis puteolorum et baiarum, conosciuto anche come De balneis Puteolanis. Dedicato a Federico II di Svevia, è composto di 21 carte, contiene 18 epigrammi e 18 miniature. L'importanza dell'opera, scritta peraltro in un'epoca di scarso interesse verso i bagni a scopo salutare, consiste nell'essere, oltre a una testimonianza sulla medicina e sulla terminologia medica nel Medioevo, un elenco completo di tutte le fonti naturali attive in quel tempo nell'area flegrea.

BALNEUM PLAGAE, seu BALNEOLUM
La miniatura colloca i bagni alle falde del monte Olibano e ritrae, in alto, un gruppo di bagnanti che tornano a casa risanati, conversando fra di loro.

(bibl. Bodmer)

Tra le acque del pealgo presso la costa, sotto una rupe, questa fonte di grande effetto ha un nome diminutivo. Il paziente vi sente la presenza divina. Cura qualsiasi morbo, o febbre, conforta il capo, lo stomaco, i reni, e gli altri membri; giova agli occhi da cui fuga la nube; giova ai consunti per fame patologica, consuma la materia della febbre terzana e anfimerina. Il Partenopeo la preferisce.