FRATTURAZIONI COLONNARI NELLE COLATE DI LAVA

La perdita di calore provoca in una massa di lava la contrazione che è causa delle fratturazioni perpendicolari alla direzione di flusso visibili in molte colate. Il leggero movimento della parte centrale della lava, non ancora completamente fredda, può provocare anche fratture parallele alla direzione del flusso. La combinazione dei due tipi di fessure, chiamate giunti, origina colonne con sezione poligonale di dimensioni variabili. 

La formazione delle fratture procede per gradi: le prime a formarsi sono le più grandi e dividono il flusso in mega-colonne, grossolanamente cilindriche con diametri di alcuni metri. Queste vengono ulteriormente divise in colonne fino a dimensioni di decine di centimetro dallo sviluppo di giunti obliqui.

In colate di modesto spessore, i giunti perpendicolari alla superfice del flusso sono grosso modo disposti ad angolo retto rispetto alle altre fratture e la lava risulta divisa in blocchi con la forma di parallelepipedi rettangolari o quasi cubici.

I flussi più grandi e con un raffreddamento più lento, tendono a sviluppare i giunti perpendicolari alla superficie in tre direzioni diverse, circa a 60° gli uni dagli altri e formano colonne con più lati, da quattro a otto, con una certa frequenza di quelli a 5 e 6 lati, tagliate a varie altezze dai giunti paralleli alla superficie. 

Molte colonne sono diritte e con facce parallele, altre sono curve e con lati di misura variabile. Le loro dimensioni possono essere comprese tra qualche centimetro e oltre i tre metri di diametro e più di trenta metri in altezza. Alcuni giunti si dipartono a raggiera da un punto e formano delle colonne curve dette a rosetta.

I giunti colonnari di grandi flussi basaltici sono spesso divisi in tre zone che si sviluppano in fasce parallele alla superficie di flusso. Sopra una base scarsamente fratturata e di limitato spessore poggia la parte colonnare più sviluppata, con grandi colonne verticali, non sempre a spessore costante dalla base al tetto, denominata colonnato inferiore.

Nella zona centrale, detta trabeazione (entablature), si sviluppano colonne più piccole, orientate in maniera casuale, talvolta con fratture a ventaglio o a rosetta. Segue il colonnato superiore, molto meno sviluppato di quello basale, con colonne fitte e poco regolari. 

I colonnati superiore e inferiore si sviluppano contemporaneamente e per primi, essendo i più esterni e vicini a superfici fredde, mentre la parte centrale si frattura successivamente. Quando questa non è presente, il colonnato inferiore termina bruscamente contro le colonne più sottili e irregolari del colonnato superiore.

Le fratture per contrazione termica si possono sviluppare in ogni tipo di materiale vulcanico soggetto a un progressivo raffreddamento, compresi i flussi cineritici, i dicchi e i corpi intrusivi.  

Dal momento che il loro sviluppo procede parallelamente alla superficie di raffreddamento, il riconoscimento dell'orientazione dei giunti può essere un contributo alla ricostruzione della giacitura originaria di molti corpi vulcanici non recenti, i cui margini esterni siano stati ricoperti da altri prodotti o distrutti dall'erosione.