VISITA VULCANOLOGICA A STROMBOLI
 
1 - Camminando lungo la costa oltre il molo arriverete ad un affioramento di roccia che interrompe la spiaggia. Esso vi mostrerà le colate di lava più antiche dell'isola che scendevano verso il mare circa 100.000 anni fa dai fianchi del vulcano Paleostromboli I°, accompagnate da colate di blocchi e scorie incandescenti.
2 - muovendovi tra i massi al termine della spiaggia e oltrepassando di dieci metri il segnavia del sentiero CAI, potrete osservare di fronte a voi come dal vulcano Paleostromboli II°, circa 60.000 anni fa, provenissero numerose colate di lave e scorie. La loro successione regolare indica come le eruzioni fossero continue.
3 - Seguendo il sentiero che costeggia poco in alto la spiaggiae che poi curva sulla destra, raggiungerete una vecchia cava dove potrete osservare come il vulcano Vancori iniziasse la sua attività con eruzioni molto esplosive. Dal basso verso l'alto vedrete tufi a lapilli, una colata lavica, di nuovo tufo a lapilli e infine prodotti di flussi piroclastici, generati da nubi cariche di vapori e di ceneri che si muovevano raso-terra ad alta velocità partendo dalla bocca del vulcano. Guardando la cava, sulla vostra sinistra lungo il sentiero, osserverete da vicino i tufi a lapilli e constaterete come ad essi si mescolino più grosse bombe e come la caduta di queste ultime abbia piegato sotto il proprio peso i teneri tufi sottostanti.

4 - Il sito si raggiunge attraverso il sentiero del CAI n. 14  che parte dalla strada costiera in prossimità del molo. Poco sopra l'ultima casa osserverete lungo il sentiero i flussi piroclastici del vulcano Vancori. Noterete la presenza di strati più fini ricchi di cenere e strati ricchi di frammenti anche grossolani di rocce frantumate lungo la parte superiore del condotto eruttivo, la cui presenza indica che non ci troviamo a grande distanza dall'antico cratere.

5 - Percorrendo la strada più bassa di Stromboli svoltate a destra verso il mare in corrispondenza dell'indicazione "Città del Sole" e vi troverete di fronte alla grotta di Eolo. La grotta è un tunnel lavico formatosi in seguito al raffreddamento superficiale di un colata in scorrimento; il raffreddamento ha formato una crosta, oggi costituente la volta della grotta, sotto la quale la lava ancora fluida ha continuato a scorrere verso il mare lasciando dietro di sé un'ampia cavità.

A sinistra della grotta di Eolo, oltre la caletta, osserverete che sotto la crosta scoriacea superficiale è rimasta una densa massa lavica solidificata. Immaginerete pertanto come in questo punto la colata non abbia più avuto l'energia sufficiente per sfuggire verso il mare e creare un'altra grotta.

6 - In corrispondenza del penultimo tornante del sentiero che conduce all'Osservatorio di Labronzo abbandonate il sentiero stesso e risalite per una cinquantina di metri. Davanti a voi vedrete un lungo e profondo vallone rettilineo che si dirige verso la sommità dell'isola. Si tratta di una spaccatura apertasi circa 10.000 anni fa sul fianco del vulcano Neostromboli, dalla quale vennero emesse fontane di brandelli lavici incandescenti e di cui rimangono ancora visibili accumuli di scorie rossastre presso il vostro punto di osservazione.

7 - Questo sito si raggiunge seguendo un piccolo sentiero che parte dall'Osservatorio di Labronzo e si dirige verso un capanno di colore verde. Salendo di pochi metri oltre il capanno si giunge al punto di osservazione posto su colate emesse dal vulcano Neostromboli. Da qui godrete di una bella visione della parte bassa della Sciara del Fuoco presso il cui margine scorgerete un massa scura a forma di delta, costituita da una colata lavica riversatasi nella Sciara nel 1985.

8 - Seguendo il sentiero che conduce ai crateri, giunti alla curva di quota 300 e guardando verso la Sciara, potrete osservare la sovrapposizione del vulcano Neostromboli sul vulcano Vancori. Tra le lave dei due vulcani si nota una certa angolatura o "discordanza", dovuta alla diversa provenienza delle rispettive colate.

9 - Per un lungo tratto il sentiero che porta ai crateri si snoda tra ceneri grige contenenti blocchi e bombe ricoprenti le lave del vulcano Neostromboli. Si tratta dei prodotti di consolidamento di una "nube ardente" discesa dai crateri sommitali in occasione di un eccezionale evento esplosivo verificatosi nel 1930.
10 - Salendo ulteriormente noterete che le lave del Neostromboli, che qui giacevano indisturbate da migliaia di anni, durante l'eruzione del 1930 vennero investite e ricoperte da una pioggia di scorie nere.

11 - A 650 m di quota lungo lo stesso sentiero, poco sopra il sito precedente, potrete osservare le colate emesse durante i primi anni di vita della Sciara e ora sospese sopra il fondo attuale della Sciara. In secondo piano vedrete invece un resto del vulcano Neostromboli anch'esso sopraelevato. Tutto ciò dimostra che i collassi della Sciara sono stati numerosi e hanno lasciato man mano isolati e sopraelevati i prodotti usciti in precedenza.

12 - Poco prima di raggiungere la zona sommitale, in corrispondenza dei primi muretti di riparo, osservando la testata della Sciara del Fuoco noterete alcune "isole" di colore bianco-giallo nel mezzo delle scure ceneri del cono attuale. Si tratta dei resti del vulcano Neostroboli alterati chimicamente dall'azione corrosiva delle fumarole, tuttora visibili nella parte alta del cono. Ciò vi mostra anche come a Stromboli ogni nuovo vulcano ricopra ed avvolga quello formatosi in precedenza.

13 - Salendo lungo il sentiero pochi metri oltre il sito precedente potrete osservare il contatto tra tre vulcani diversi. Il fianco dell'antico vulcano Vancori era aperto verso la vostra destra da un gigantesco crollo semicircolare avvenuto circa 13.000 anni fa. Il vuoto lascito da crollo venne in seguito riemito dai prodotti del più recente vulcano Neostromboli, mentre il tutto risulta ricoperto dalle ceneri e dai detriti che discendono copiosamente dal cono attuale.

14 - Il cratere attuale di Stromboli è osservabile dal Pizzo sopra la Fossa. Il bordo del cratere è in continua crescita a causa della costante emissione di ceneri e scorie che ricadendo sul bordo stesso ne incrementano l'altezza. All'interno del cratere vedrete distintamente i tre conetti che emettono vapori e periodicamente lanciano in aria ceneri e brandelli di lava incandescente.

15 - Seguendo il sentiero che si snoda lungo la cresta scendete per circa 50 metri ed osserverete la composizione interna del Pizzo Sopra la Fossa che per molti anni è stato il cono sommitale di Stromboli. Noterete come esso fosse un cono di materiali esplosivi, rappresentati da blocchi, lapilli e ceneri, emessi nel corso di eruzioni alquanto violente. Attualmente il cono appare dimezzato dai successivi collassi della Sciara del Fuoco.

Dallo stesso sito osserverete di fronte a voi l'ampio anfiteatro lasciato dal crollo del vulcano Vancori, esaminato da vicino nel sito 13.

16 - Affacciandovi alla grande distesa di ceneri e lapilli della Rina Grande soffermatevi sul baluardo roccioso che si erge sulla vostra destra. In questo punto, le lave nere che scendevano veloci dal Pizzo sopra la Fossa ebbero la forza, anche grazie alla loro fluidità, di risalire per circa 15 metri il fianco del baluardo che rappresenta  un resto della scarpata del collasso del vulcano Vancori.

17 - Spostandovi di qualche decina di metri dal sito 16 avrete una visione particolarmente significativa dell'orlo del collasso del vulcano Vancori. Le lave rosse rappresentano i prodotti recenti del Vancori, immediatamente precedenti il suo collasso. I materiali neri sono invece lapilli e ceneri dell'attività recente e attuale accumulatisi a ridosso della scarpata lasciata dal collasso.

18 - Seguite il sentiero che dal sito 16 conduce alla cima Vancori. Poco prima di raggiungere la sommità potrete osservare un grosso accumulo di blocchi, bombe e scorie eiettati da una violentissima eruzione esplosiva che probabilmente ha segnato l'inizio del grande collasso del vulcano Vancori.

19 - Percorrendo il sentiero che dalla Rina Grande porta al Semaforo San Vincenzo, prima dell'ultimo tratto in discesa nel canneto, spostatevi sulla sinistra per qualche decina di metri mantenendovi in costa e raggiungerete un ammasso di scorie rosse fortemente saldate e associate a lave. Siete di fronte ai prodotti fuoriusciti da una fessura eruttiva apertasi nel fianco nord-orientale del vulcano Neostromboli, le cui colate sono discese fino al mare dove sono tuttora visibili ad est di Ficogrande.

In lontananza appare Strombolicchio, un isolotto composto di brecce laviche attraversate da dicchi, che rappresenta il resto del condotto che alimentava un vulcano molto più antico di Stromboli.

20 - Sul sentiero che porta da Ginostra al Timpone del Fuoco, in corrispondenza dell'ultima casa, sono evidanti lave che hanno acquisito una forma superficiale "a corde" per la loro fluidità e velocità di scorrimento. Queste colate provengono dal Timpone del Fuoco, il blando rilievo conico che avete di fronte, generato da un'antica bocca eruttiva parassita del vulcano Neostromboli.

21 - Seguite il sentiero che dal Timpone del Fuoco conduce a Punta dei Corvi. Affacciandovi verso la Sciara del Fuoco potrete vedere una sorta di muraglione che rappresenta un dicco, riempimento magmatico di una frattura apertasi anticamente nel fianco del vulcano e rimasto sopraelevato in seguito al cedimento delle più erodibili rocce circostanti.

22 - Raggiungendo le case più alte di Ginostra, in località Lazzaro, avrete una veduta del fianco dell'antichissimo vulcano Paleostromboli, scavato dal Vallone di Rina. L'intaglio del vallone vi permetterà di osservare come il corpo del vulcano sia segmentato e interrotto da grandi fratture che ne denunciano la lunga e tormentata storia.
  
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