GHIACCIAI E GLACIAZIONI



I ghiacciai alpini si formano per compattazione della neve al di sopra del limite delle nevi permanenti. La formazione di un ghiacciaio dipende, pertanto, non solo da quanta neve cade e si accumula nel corso delle stagioni fredde, ma anche da quanta se ne scioglie nei periodi caldi dell'anno.
la zona di ablazione in un ghiacciaio delle Apli austriache
Un accumulo progressivo di neve può formare un nevaio che si trasforma in ghiacciaio quando l'aria presente tra i cristalli di neve viene espulsa per compattazione. Raggiunto un determinato spessore, il ghiacciaio si muove dal suo punto di origine verso quote più basse. Dove la neve rimane anno dopo anno, trasformandosi in ghiaccio, è detta zona di accumulo e alimentazione, mentre la parte più avanzata, dove il ghiaccio si scioglie e si formano i corsi d'acqua, è detta zona di ablazione.
schema della forma di un ghiacciaio alpino 
La velocità di movimento di un ghiacciaio può essere molto diversa (da pochi centimetri a decine di metri al giorno), ma il risultato dello scivolamento a valle della pesante massa di ghiaccio ha come conseguenza l'erosione del fondo su cui si muove, fino a scavare profonde incisioni, con i fianchi allargati e levigati. Nel suo percorso, la massa glaciale si ricopre di detrito che cade continuamente dai versanti montuosi entro i quali si muove. Parte del detrito roccioso viene spinto davanti (morena frontale), altro si accumula ai lati dalla lingua di ghiaccio (morene laterali). Una progressiva diminuzione di volume nella massa di ghiaccio forma sul terreno cordoli morenici, la cui geometria rispecchia il cambiamento di forma del ghiacciaio nel tempo.
morene della "piccola età glaciale"
I depositi morenici hanno caratteristiche sia nella morfologia che nella composizione che permettono di riconoscerli anche quando non sono recenti.
tracce di antiche morene
Le morene frontali di grossi ghiacciai consistono in una serie di collinette che conservano nell'insieme la forma arcuata e si raccordano a quelle laterali rettilinee. In genere, sono regolari accumuli composti da materiali grossolani misti a limo fine e molto fine, derivante dall'erosione dei differenti tipi di rocce incontrate dal ghiacciaio nel suo percorso. I ciottoli più grossolani presentano forme di levigazione e striature lasciate dalla potente pressione abrasiva subita durante il tragitto.

Verso la metà del 1800, alcuni geologi svizzeri, in particolare L. Agassiz, osservando le colline che si trovano intorno ai laghi alpini riconobbero che si trattava di antiche morene e che i ghiacciai delle Alpi potevano avere avuto in passato dimensioni molto diverse da quelle attuali. Inoltre, questi e altri depositi morenici ai piedi delle Alpi, come altrove in Europa e nel mondo, registravano un alternarsi di avanzamenti e ritiri delle lingue di ghiaccio.
animazione ritiro ghiacciai
Furono riconosciuti almeno quattro episodi di glaciazione avvenuti negli ultimi millenni, che vennero denominati, dal più antico, Gunz, Mindel, Riss e Wurm, separati da periodi progressivamente più caldi, nel corso dei quali i ghiacci si ritiravano. Infatti, l'espansione delle calotte nelle fasi glaciali assorbe gran parte dell'acqua terestre disponibile, sottraendola ai bacini marini, mentre nelle fasi di scioglimento, grandi quantità di acqua sono trasportate da grossi e numerosi corsi d'acqua. Pertanto, alle varie fasi climatiche corrisponde una variazione del livello dei mari: durante l'espansione dei ghiacciai alpini (fasi glaciali) il livello delle acque del Mediterraneo si abbassava (regressione marina), mentre allo sciogliersi delle grandi masse di ghiaccio (fasi interglaciali, simili all'attuale), il livello dell'acqua marina si alzava e le zone più basse venivano nuovamente sommerse (trasgressione marina).
schema delle epoche glaciali quaternarie

Le variazioni delle linee di costa per effetto dell'espandersi e del ritirarsi dei ghiacciai sono in parte controbilanciate dai movimenti della stessa crosta terrestre: un continente gravato da una spessa coltre di ghiacci tende progressivamente ad abbassarsi (subsidenza), mentre la rimozione del peso provoca nelle masse continentali il processo opposto. Anche i fondali marini tendono ad abbassarsi quando sono appesantiti da grossi spessori di sedimenti e di acqua. Nel suo insieme, il processo di abbassamento e sollevamento della crosta terrestre, in risposta a una diversa pressione soprastante, è chiamato isostasia e contribuisce alle variazioni relative del livello delle acque marine.